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Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività

(ADHD, acronimo per l’inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder) 

Normativa

C.M. N. 4089 del 15 giugno 2010 (Protocollo Operativo)

C.M. N. 6013 del 4 dicembre 2009 (problematiche collegate alla presenza nelle classi di alunni con sindrome ADHD) 

Indicazioni tratte dal Protocollo Operativo

Descrizione degli alunni con ADHD

Molti bambini e ragazzi possono presentare comportamenti di disattenzione e/o irrequietezza motoria, tuttavia gli alunni che presentano tale disturbo hanno difficoltà pervasive e persistenti:

  • nel selezionare le informazioni necessarie per eseguire il compito e mantenere l’attenzione per il tempo utile a completare la consegna
  • nel resistere ad elementi distraenti presenti nell'ambiente o a pensieri divaganti
  • nel seguire le istruzioni e rispettare le regole (non a causa di comportamento oppositivo o di incapacità di comprensione)
  • nell’utilizzare i processi esecutivi di individuazione, pianificazione e controllo di sequenze di azioni complesse, necessarie all'esecuzione di compiti e problemi
  • nel regolare il comportamento che si caratterizza quindi per una eccessiva irrequietezza motoria e si esprime principalmente in movimenti non finalizzati, nel frequente abbandono della posizione seduta e nel rapido passaggio da un'attività all'altra
  • nel controllare, inibire e differire risposte o comportamenti che in un dato momento risultano inappropriati: aspettare il proprio turno nel gioco o nella conversazione
  • nell’applicare in modo efficiente strategie di studio che consentano di memorizzare le informazioni a lungo termine
  • Gli stessi alunni possono talvolta presentare difficoltà:
  • nel costruire e mantenere relazioni positive con i coetanei;
  • nell'autoregolare le proprie emozioni;
  • nell'affrontare adeguatamente situazioni di frustrazione imparando a posticipare la gratificazione;
  • nel gestire il livello di motivazione interna approdando molto precocemente ad uno stato di “noia”;
  • nell'evitare stati di eccessiva demoralizzazione e ansia;
  • nel controllare livelli di aggressività;
  • nel seguire i ritmi di apprendimento della classe a causa delle difficoltà attentive.
  • In alcuni soggetti prevale la disattenzione, in altri l’iperattività/impulsività, ma nella maggior parte dei casi i due problemi coesistono.

 

Indicazioni e accorgimenti didattici

  • Viene preliminarmente ritenuto opportuno che il Dirigente Scolastico venga contattato dalla famiglia che presenta l’evidenza della problematica del proprio figlio. Tutta la documentazione dovrebbe essere inserita nel protocollo riservato.
  • È opportuno che il Dirigente Scolastico allerti i docenti prevalenti o i coordinatori di classe in merito all’evidenza del caso.
  • Tutti i docenti della classe in cui è presente un alunno con ADHD dovrebbero prendere visione della documentazione clinica dell’alunno rilasciata da un servizio specialistico (caratteristiche del Disturbo, diagnosi e indicazioni di trattamento, suggerimenti psico-educativi).
  • Gli insegnanti sono invitati a tenere contatti con i genitori del bambino e con gli specialisti che lo seguono, per un opportuno scambio di informazioni e per una gestione condivisa di progetti educativi appositamente studiati.
  • I docenti, di concerto con gli operatori clinici che gestiscono la diagnosi e cura dell’alunno, dovrebbero a questo punto definire le strategie metodologico-didattiche per favorire un migliore adattamento scolastico e sviluppo emotivo e comportamentale.
  • Si raccomanda che ciascun insegnante che opera con il bambino abbia cura di attenersi all’utilizzo di tecniche educative e didattiche di documentata efficacia nell'ambito dei disturbi da deficit dell'attenzione e iperattività.
  • Nel caso sia stata prevista, da parte del servizio specialistico, la presenza dell’insegnante di sostegno, si ribadisce l’opportunità di lavorare costantemente con l’obiettivo di potenziare le condizioni educative e didattiche del gruppo, al fine di integrare l’alunno nel contesto della classe.
  • In sintesi, si ritiene opportuno che tutti i docenti:
  • predispongano l’ambiente nel quale viene inserito lo studente con ADHD in modo tale da ridurre al minimo le fonti di distrazione;
  • prevedano l’utilizzo di tecniche educative di documentata efficacia (es. aiuti visivi, introduzione di routine, tempi di lavoro brevi o con piccole pause, gratificazioni immediate, procedure di controllo degli antecedenti e conseguenti).
  • I docenti inoltre dovrebbero avvalersi dei seguenti suggerimenti:
  • Definire con tutti gli studenti poche e chiare regole di comportamento da mantenere all’interno della classe.
  • Concordare con l'alunno piccoli e realistici obiettivi comportamentali e didattici da raggiungere nel giro di qualche settimana.
  • Allenare il bambino ad organizzare il proprio banco in modo da avere solo il materiale necessario per la lezione del momento.
  • Occuparsi stabilmente della corretta scrittura dei compiti sul diario.
  • Incoraggiare l’uso di diagrammi di flusso, tracce, tabelle, parole chiave per favorire l’apprendimento e sviluppare la comunicazione e l’attenzione.
  • Favorire l’uso del computer e di enciclopedie multimediali, vocabolari su CD, ecc.
  • Assicurarsi che, durante l'interrogazione, l'alunno abbia ascoltato e riflettuto sulla domanda e incoraggiare una seconda risposta qualora tenda a rispondere frettolosamente.
  • Organizzare prove scritte suddivise in più parti e invitare lo studente ad effettuare un accurato controllo del proprio compito prima di consegnarlo.
  • Comunicare chiaramente i tempi necessari per l’esecuzione del compito (tenendo conto che l’alunno con ADHD può necessitare di tempi maggiori rispetto alla classe o viceversa può avere l'attitudine di affrettare eccessivamente la conclusione).
  • Valutare gli elaborati scritti in base al contenuto, senza considerare esclusivamente gli errori di distrazione, valorizzando il prodotto e l’impegno piuttosto che la forma.
  • Le prove scritte dovrebbero essere suddivise in più quesiti.
  • Evitare di comminare punizioni mediante: un aumento dei compiti per casa, una riduzione dei tempi di ricreazione e gioco, l'eliminazione dell'attività motoria, la negazione di ricoprire incarichi collettivi nella scuola, l'esclusione dalla partecipazione alle gite.
  • Le gratificazioni devono essere ravvicinate e frequenti.

 

Materiali e siti utili

http://www.aifa.it/strategiescolastiche.htm

-  http://www.aifa.it/linkstrumenti.htm

-  http://www.aifa.it/scuolaeadhd.htm

Linee guida cognitivo-comportamentaliimages-bimbi

Elenco Centri Regionali di Riferimento per la Diagnosi e Cura dell’ADHD

Sito della SINPIA

Sito dell’Airipa

  • Centri di diagnosi e cure presenti nel territorio:

-  http:/www.iss.it/adhd (cliccare poi su Centri Regionali di riferimento)